Clavicembali tedeschi

Manifesto internazionale dell’eclettismo cembalario è la scuola tedesca. Al centro di un enorme laboratorio creativo fatto da Italia, Fiandre e Francia, la Germania pre-unitaria si andò ad adattare ai gusti delle rispettive frontiere da cui arrivarono al centro e al nord della futura nazione (Berlino e Amburgo) messaggi estetici plurali e vari.

Così troviamo, in seno alla stessa “scuola nazionale” tedesca, lo strumento costruito all’italiana (partendo dal fondo) e lo strumento costruito alla fiamminga (partendo dai fianchi), incordature in ferro o incordature in ottone, casse con la doppia curva come era maniera francese seicentesca o casse con geometrie italiane e angolo in coda. A tutto ciò i tedeschi aggiungono nell’estetica sonora e visiva quello che era il loro ricchissimo mondo organario coevo e cercano dal cembalo una sensazione più prossima ai mastodonti delle cantorie arrivando addirittura a concepire cembali con un registro di 16’ e meccaniche piuttosto fonde e pesanti.

Certamente, dovendo cercare e trovare una sintesi ideale del medio strumento tedesco, personalmente penso al grande cembalo di Christian Zell del 1728 costruito ad Amburgo e ivi conservato anche oggi: doppio manuale, tre registri (8’-4’-8’), incordatura in ferro, cassa con doppia curva, suono generoso ma comunque polifonico e mai vicino all’effetto “arpa” degli strumenti francesi.

Sfoglia la gallery

Ascolta i miei strumenti

Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti, per fornire una migliore esperienza all’utente. Navigando il nostro sito, l’utente accetta le nostre modalità d’uso dei cookie.