Restauro

Il restauro ha sempre rappresentato per me una grande attrattiva, portandomi a vivere a stretto contatto con quei secoli e con quella storia di cui mi nutro quotidianamente.

Il piacere di scoprire, la curiosità di approfondire e la sorpresa d’imparare sono i motori che debbono muovere quotidianamente un restauratore scrupoloso che, prima ancora che con gli utensili, deve restaurare con i libri in mano.

Grazie a questa ferma convinzione, ogni qual volta comincio a calcare la strada di un nuovo restauro, approfondisco e mi documento su tutto ciò che si conosce (e spesso anche su quello che ancora non si è ancora scoperto) sul manufatto e sul suo autore.

Di primaria importanza è la lettura, la comprensione e la contestualizzazione storica dello strumento a cui fa sempre seguito un’attenta documentazione fotografica e scritta riguardolo stato di fatto; solo dopo queste operazioni si può, con cautela e perizia, cominciare a smontare tutto lo smontabile per effettuare le necessarie operazioni di consolidamento.

Il restauro di uno strumento musicale non deve solo fermare il degrado dei materiali o recuperare ove possibile l’estetica manomessa o compromessa, deve soprattutto far riemergere la natura sonora: ritrovare dello strumento l’anima più vera, più intima.

Nella mia bottega ho già eseguito molti restauri di clavicembali, fortepiani, organi e harmonium antichi e questa esperienza, acquisita con la dura pratica di anni, mi ha portato a capire come ogni lavoro di questo genere apporti sempre una grande mole di esperienza e capacità critica nella professionalità di un artigiano.

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